Un’azione risarcitoria nei confronti di KPMG e PwC per i danni della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca?

PER NON SAPER NÉ LEGGERE NÉ SCRIVERE, INTANTO INTERROMPIAMO LA PRESCRIZIONE. VALE PER CHI HA ACQUISTATO AZIONI O OBBLIGAZIONI DOPO IL 27 MARZO 2015
Il 27 marzo del 2020 scadranno cinque anni dal deposito della relazione di revisione da parte delle società KPMG e PwC, in relazione ai bilanci 2014, della Banca Popolare di Vicenza e della Veneto Banca.

Queste relazioni non contenevano alcun rilievo né eccezione; peccato che invece poi questi bilanci si siano rivelati falsi.

La Consob ha multato entrambe le società, con motivazione esplicita: esse sono venute meno ai loro obblighi di legge. Nel dicembre 2017 quindi sono state quindi irrigate alla KPMG una multa da 300.000 euro e nel giugno del 2018 alla PwC una multa da 600.000 euro. In sostanza, operando con la dovuta diligenza, le stesse, in qualità di sindaci, avrebbero dovuto rilevare che qualcosa non andava ma non lo hanno fatto.

L’art. 15 del d.lgs. 39/2010, così come modificato nel 12016, stabilisce che le società di revisione rispondano civilmente per i danni dei terzi danneggiati dalla loro condotta inadempiente: “…I revisori legali e le società di revisione legale rispondono in solido tra loro e con gli amministratori nei confronti della società che ha conferito l'incarico di revisione legale, dei suoi soci e dei terzi per i danni derivanti dall'inadempimento ai loro doveri….”

Peraltro, dette società risultano avere una certa consistenza patrimoniale, con fatturati in Italia superiori a 600 milioni e, a livello mondiale, attorno ai 30 miliardi di euro.
(fonte:https://www.vicenzapiu.com/leggi/risarcimento-kpmg-pwc-bpvi-veneto-banca/)

Vi è infine da considerare che entrambe le società di revisione avranno logicamente ampie coperture assicurative per i danni derivanti da loro responsabilità professionale. Quindi c’è da considerare anche la capienza delle società assicurative.

Un’azione risarcitoria nei confronti di KPMG e PwC potrebbe essere quindi del tutto fondata, almeno in teoria. Trattandosi di responsabilità extracontrattuale, detta azione si prescriverebbe in cinque anni dal deposito della relazione, datata appunto fine marzo 2015.

Comprendo che il sentimento prevalente in tanti miei clienti sia quello di sentirsi stremati. Quindi posso capire che non si abbia più voglia di far niente.

Penso al fatto che da più di anno si parli di ‘fondo risarcimento’ peraltro solo del 30% del danno, previsto prima dalla legge di bilancio 2018, poi con quella del 2019, ma ad oggi siamo ancora qua ad attendere i decreti attuativi che continuano a slittare di settimana in settimana, di mese in mese… senza considerare tutti quelli che avevano addirittura intrapreso la via del processo, per poi vederselo morire…


Tuttavia, quello che suggerisco intanto è solo di inviare due raccomandate.

Per non saper né leggere né scrivere, interrompiamo intanto la prescrizione; avremo poi altri cinque anni per valutare cosa fare.
Sperando quindi di fare cosa gradita, allego le due raccomandate, da compilare ed inviare. Prendiamoci così almeno il tempo per pensare.