FONDO DI RISTORO BANCHE VENETE

COSA FARE, IN PILLOLE
La finanziaria 2018/2019 ha definitivamente consacrato l’istituzione del Fondo di Ristoro, anche se è NECESSARIO ATTENDERE il decreto attuativo, CHE DOVREBBE ESSERE ADOTTATO ENTRO FINE MESE per poter richiedere i soldi.
NON SARA’ NECESSARIO DIMOSTRARE DI AVER SUBITO UN INGIUSTO DANNO, ma sarà sufficiente dimostrare di essere possessori di azioni od obbligazioni al momento della messa in liquidazione.
L’accesso al fondo poi NON PRECLUDE IL PROSEGUIMENTO O LA PROMOZIONE di azioni giudiziarie per il maggior danno subito. Le azioni di costituzione di parte civile e la richiesta di ammissione al passivo possono proseguire.

Le domande si potranno ragionevolmente presentare DA FINE MESE gennaio 2019 (rectius, da quando verrà emanato il decreto attuativo, che dovrebbe appunto essere emanato entro fine mese) con termine finale fino a sei mesi successivi all’emanazione del decreto (esempio, se il decreto verrà emanato il 31 gennaio, ci sarà tempo per la richiesta fino al 30 luglio).

Ecco il contenuto della norma, in riassunto: il FONDO INDENNIZZO RISPARMIATORI, abbreviato FIR, prevede ‘indennizzi a favore dei risparmiatori che hanno subito un pregiudizio ingiusto da parte di banche e loro controllate poste in liquidazione coatta amministrativa fra il 16 11 2015 e prima del 01 01 2018’, ossia BANCA POPOLARE DI VICENZA, VENETO BANCA e altre. Attenzione: anche chi ha acquistato TRAMITE BANCHE TERZE INTERMEDIARIE potrà chiedere l’indennizzo.

DOTAZIONE iniziale di 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020, 2021. Ciò significa che il 30% potrebbe essere integrato successivamente.

ACCESSO AL FONDO
Persone fisiche, imprenditori individuali, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, micro imprese ( che occupano meno di dieci persone e con bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro), nonché i loro successori e aventi causa.

ESCLUSI
Controparti qualificate e clienti professionali, componenti dei consigli di amministrazione e degli organi di controllo e di vigilanza, membri dei collegi sindacali, consiglieri delegati, direttori e vice-direttori generali e parenti ed affini di primo e secondo grado.

MISURA DELL’INDENNIZZO PER GLI AZIONISTI
30% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore.

MISURA DELL’INDENNIZZO PER GLI OBBLIGAZIONISTI SUBORDINATI
95% del costo di acquisto, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore.

FIRMATARI DELLA ‘TRANSAZIONE’ DEL 2017 POSSONO
aderire al fondo di ristoro anche tutti i soci che hanno aderito alla transazione proposta dalle banche nel mese di aprile - maggio 2017; ovviamente avranno la possibilità di chiedere il rimanente 15%, per arrivare anche loro al 30%.

DETRAZIONI
L’indennizzo sarà corrisposto al netto di eventuali rimborsi ricevuti a titolo di transazione con le banche, nonché di ogni altra forma di ristoro, rimborso o risarcimento, nonché – per le obbligazioni subordinate – del differenziale cedole percepite rispetto a titoli di Stato di durata equivalente. Sarà direttamente la commissione tecnica istituita presso il Ministero dell’economia a richiedere attraverso il Fondo Interbancario di Tutela del Deposito l’ammontare dei dividendi e delle cedole eventualmente percepite, ovvero l’importo ricevuto dalla transazione. Quindi non sarà necessario svolgere alcuna operazione di ‘ricostruzione contabile’.

DOCUMENTAZIONE DA ALLEGAR
E Basterà provare il possesso delle azioni al momento della messa in liquidazione, quindi sembra sufficiente allegare alla domanda di indennizzo, oltre al documento di identità in corso di validità e al codice fiscale, un estratto conto del dossier titoli anteriore al 24.6.2017. Tuttavia, poiché non sappiamo il contenuto del decreto attuativo, prudenzialmente consiglio di cercare e preparare, se possibile, anche i seguenti documenti: 1) Ordini di acquisto delle singole azioni eo obbligazioni 2) certificazione storica di socio (rilasciata dalla banca nella quale si attestano i vari incrementi nel tempo della partecipazione azionaria).

PRIORITA’ ISEE
Chi avesse il valore dell’indicatore della situazione economica equivalente, ISEE, inferiore a 35.000 euro nell’anno 2018, avrà priorità nella soddisfazione della domanda. La produzione della situazione avviene tramite la presentazione di una dichiarazione sostitutiva unica. (DSU) - modelli scaricabili dal sito INPS -